venerdì 31 ottobre 2008

il Totem dell'Ing. Palazzetti



"Ci sono coloro che guardano le cose come sono, e si chiedono perché..... Io sogno cose che non ci sono mai state, e mi chiedo perché no. "
(R. F. Kennedy, citando George Bernard Shaw)

venerdì 24 ottobre 2008

Quali scenari ci aspettano?


tratto da ilVicenza del 24.10.08

giovedì 23 ottobre 2008

domenica 19 ottobre 2008

Kamikatsu !

da: yeslife.it

In Giappone si ricicla al 100%

Tra 10 anni verranno eliminate discariche e inceneritori
10 settembre 2008. Kamikatsu è un paese nel sud del Giappone dove non esistono più cassonetti o camion dell’immondizia, perché tutti i rifiuti sono riciclati. E per tutti si intende davvero il 100% delle scorie prodotte dall’uomo.
Questo è il risultato di una ricerca quasi maniacale collegata al progetto Zero Waste che prevede una raccolta differenziata suddivisa addirittura in 34 sotto-categorie: accendini, tappi di bottiglia, rotolini della carta igienica… Insomma per i cittadini un vero secondo lavoro, come se i nipponici già non lavorassero abbastanza, in cui conta unicamente il raggiungimento dell’obiettivo finale: l’arrivo della spazzatura all’enorme centro di riciclaggio del paese.

La quantità del materiale da riciclare è talmente rilevante da occupare box e giardini privati; le abitazioni praticamente sono ideate secondo la logica della conservazione provvisoria dei propri rifiuti domestici. E da qui la concezione che la spazzatura è qualcosa di nostro, strettamente personale, per la quale responsabilizzarci fino in fondo, escludendo l’ipotesi, peraltro piuttosto comoda, che, una volta consumato, il prodotto non sia più roba di nostro interesse.

Lo scopo finale di Kamikatsu è quello di eliminare del tutto entro il prossimo decennio la presenza delle discariche e degli inceneritori.
Quello di Kamikatsu è un esempio di eccellenza nella questione dello smaltimento dei rifiuti. Ma la cosa che ci impressiona di più è la responsabilità e la consapevolezza del singolo cittadino giapponese, che per ora è lontana anni luce dalla nostra realtà italiana.

sabato 18 ottobre 2008

Perchè non voglio il nucleare

"La chiarezza con cui vediamo una situazione è la base di qualsiasi decisione" (Edward de Bono)


riporto una chiara posizione contro il nucleare che sento particolarmente vicina ed interessante, buona lettura!


Nucleare? Un costosissimo vicolo cieco.
di Boato Michele

Chiunque lo proponga, da destra o da sinistra, finge di ignorare che:

1. Il nucleare non è sicuro, E' a rischio di incidenti catastrofici Nel 1979 ad Harrisburg (Usa) si è sfiorata la "fusione del nocciolo", che c'è stata a Cernobyl (Ucraina) il 26 aprile 1986, con decine di migliaia di tumori e leucemie nei 20 anni successivi e più di mille morti per tumore tra i soldati intervenuti; ha contaminato l'acqua di 30 milioni di ucraini; irradiato 9 milioni di persone. Oggi, nelle regioni confinanti, 2/3 degli adulti e metà dei bambini sono ammalati alla tiroide, c'è il raddoppio delle malformazioni. Nel 2002 nell'Ohio (USA) si è sfiorato lo stesso disastro; nel 2004 a Sellafield (GB) c'è stata una fuga di 160 kg di velenosissimo plutonio rivelata solo dopo 8 mesi. Dal 1995 al 2005 c'è stata una serie di incidenti gravi (con 7 morti e centinaia di contaminati gravi) nelle centrali del Giappone: tra cui uno gravissimo a Tokaimura nel 1999 (2 lavoratori morti, 3 gravemente contaminati e 119 esposti a forti dosi di radiazioni) e il più grande impianto nucleare al mondo chiuso il 16 luglio 2007 per i danni da terremoto. Avere il nucleare vicino casa non è assolutamente la stesso che a centinaia di chilometri.

2. Dopo 50 anni, non si sa ancora dove mettere le scorie radioattive. Ci sono milioni di tonnellate di scorie (di cui ben 250.000 altamente radioattive) senza smaltimento definitivo. Gli USA hanno speso 8 miliardi di dollari in 20 anni senza trovare una soluzione. In Italia il governo ha dato 674 milioni di euro alla Sogin che, dopo il ridicolo tentativo di Scanzano Jonico (sismico, come gran parte d'Italia), non sa dove mettere le "ecoballe" radioattive: il plutonio resta altamente radioattivo per 200.000 anni. L'uranio 238 per milioni di anni..

3. Non esiste il nucleare "sicuro e pulito" di quarta generazione. Le centrali "di terza generazione", che Berlusconi vuole costruire, dovrebbero durare più di quelle in funzione (seconda generazione), senza aver risolto il problema delle scorie né della "sicurezza intrinseca" (spegnimento automatico se c'è un incidente grave). Le chiama "ponte" verso una "quarta generazione" che promette sarà "assolutamente sicura, non proliferante, con poche scorie e meno pericolose", ecc. Ma i reattori di quarta generazione non esistono. Sono previsti "dopo il 2030", come se fosse domani; e quanto "dopo"? Intanto il governo propone un colossale rilancio del nucleare, con reattori che, almeno fino al 2040, aggraverebbero tutti i problemi creati dal nucleare. Infatti l'ENEL ha investito quasi 2 miliardi di euro per completare, in Slovacchia, due reattori di vecchia tecnologia sovietica, addirittura privi di involucro esterno, giustificandosi: "la probabilità di un impatto aereo è trascurabile". In che mani siamo.

4. E' una favola che "solo col nucleare si può fermare il riscaldamento globale". Per avere una riduzione di gas serra bisognerebbe costruire una centrale nucleare ogni 10 giorni (35 all'anno) per i prossimi 60 anni. Così, con 2.000 nuove centrali nucleari, si fornirebbe il 20% dell'energia totale. C'è qualcuno, sano di mente, che pensa si potrebbe procedere a questo ritmo? Nessuno dei top manager dell'energia crede che le centrali esaurite nei prossimi anni saranno rimpiazzate per più della metà: il trend mondiale del nucleare è verso il basso: solo per mantenere il numero e la potenza delle 435 centrali attuali (ne sono già state chiuse 117) ce ne vorrebbero 70 di nuove entro il 2015 (una ogni mese e mezzo!) e altre 192 entro il 2025: una ogni 18 giorni! Tutto per continuare a produrre non il 20%, ma solo il 6,5% dell'energia totale... Duemila scienziati dell'IPCC (ONU) lo hanno certificato nel 2007: "Il nucleare non potrà fermare la febbre del pianeta". Inoltre il ciclo completo (estrazione ed "arricchimento" dell'uranio, smaltimento delle scorie, costruzione e smantellamento della centrale) emette gas serra quanto il ciclo a combustibile fossile.

5. L'uranio, come il petrolio, scarseggia e dobbiamo importarlo. L'Italia non ha uranio, dovrebbe importarlo da Russia, Niger, Namibia, Kazakistan, Australia, Canada. Secondo l'Agenzia per l'energia atomica, l'uranio dovrebbe scarseggiare dal 2030, invece già dal 1991 ha raggiunto il "picco" (se ne consuma più di quanto si estrae): sono le scorte militari che forniscono metà del combustibile. Senza nuovi reattori, la produzione di uranio è già insufficiente, perciò il suo prezzo si è moltiplicato per dieci (da 7 a 75 dollari la libbra) dal 2001 al 2007.

6. Altro che "bassi costi": il nucleare è fuori mercato. Le stime USA per i nuovi impianti danno il nucleare a 6,3 cent/kWh contro 5,5 del gas e 5,6 del carbone. Per questo negli USA, nonostante gli enormi incentivi stanziati da Bush (1,8 cent/kWh, oltre il doppio del differenziale di 0,8 cent), nessuno ci investe più dal 1976. L'unico reattore in costruzione in Europa è in Finlandia: l'azienda privata ci sta perché lo Stato paga (fa pagare ai contribuenti...) smaltimento delle scorie e smantellamento finale della centrale (che costa quasi come la costruzione), e garantisce l'acquisto di tutta l'energia prodotta per 60 anni: un affare senza rischi per il privato! Ma l'entrata in funzione della centrale (ordinata nel 1996) è slittata dal 2009 al 2011: 15 anni. Così il suo costo finale, da 2,5 miliardi di euro è aumentato a 4 miliardi: più di 4 volte il costo di una centrale a metano della stessa potenza (1600 MW). I ritardi nella costruzione sono una costante dell'industria nucleare: negli Usa i costi di 75 reattori, previsti in 45 miliardi di dollari, sono aumentati a 145, tre volte il previsto. In Italia i tempi sarebbero più lunghi e i costi più alti (un km di Tav costa 4 volte che in Francia): chi paga? L'ENEL per le 2 centrali slovacche, spende 2.700 euro/kW, mentre una centrale a gas costa meno di 500 euro/kW. Chi paga?

7. Il nucleare è in crisi: nel mondo solo 9 stati ci investono. L'Austria, col referendum del 1978, ha deciso di non mettere in funzione la centrale già costruita sul Danubio. L'Italia è uscita dalla follia nucleare col referendum del 1987. La Germania, nel 2000, ha deciso di non investire più sul nucleare e sostituirlo col risparmio e l'aumento del 2,5% annuo di energie rinnovabili. La Svezia col referendum del 1980 ha fatto la stessa scelta. La Spagna, con un referendum nel 1983, ha deciso di uscire dal nucleare e raggiungere l'autonomia energetica entro il 2050, investendo moltissimo nel solare. Negli USA non si costruiscono più centrali nucleari dal 1976. In Europa nel 1976 c'erano 177 centrali, oggi sono 146, 31 in meno; nei prossimi venti anni un centinaio di esse chiudono; non saranno sostituite in Belgio, Germania, Olanda, Spagna e Svezia, che hanno deciso di non costruirne più. In Europa non hanno centrali nucleari, oltre all'Italia: Austria, Danimarca, Grecia, Irlanda (il movimento di opposizione ha bloccato il programma nucleare), Norvegia e Polonia, che ha interrotto la costruzione dell'unica centrale. Nel mondo: Australia, Nuova Zelanda, l'America Latina (esclusi il Messico e l'Argentina), l'Africa (escluso il Sud Africa) e l'Asia (esclusi Giappone, India, Pakistan, Cina e - in futuro? - Iran). Solo 9 stati in tutto il mondo investono nel nucleare: India, Cina, Russia, Ucraina, Giappone (fino al prossimo terremoto?), Iran, Argentina, Romania e Finlandia.

8. Centrali e bombe nucleari sono sorelle gemelle. Le centrali nucleari americane nascono per sfruttare il calore di scarto della produzione delle bombe costruite nel 1940-'45 e "sperimentate" in agosto 1945 (a guerra già vinta!) a Hiroshima e Nagasaki con centinaia di migliaia di civili assassinati. Poi arrivano le centrali sovietiche. Ci sono anche centinaia di reattori militari per le 130.000 bombe atomiche e i sommergibili nucleari. Poi le centrali francesi, per la "Force de frappe", terza potenza nucleare, con esplosioni in nord Africa e Pacifico (le ultime a Mururoa nel 1996). Producono le centrali e le bombe nucleari le stesse industrie (prime General Electric e Westinghouse): senza gli enormi finanziamenti militari, l'industria nucleare non reggerebbe. All'ONU, nel 1980, il presidente USA Carter afferma: "Qualsiasi ciclo di combustibile nucleare è intrinsecamente proliferante", crea materia prima per bombe atomiche. Così si dividono gli Stati "buoni", che possono avere il nucleare, da quelli "canaglie" (Iraq, Iran, Corea del Nord) che non possono. Chi sono i "buoni"? Lo decidono i buoni stessi (USA in testa). Dal 1950 al '90 sono esplose a fini "sperimentali" 2.000 bombe nucleari, con enormi dosi di radioattività senza protezione per la popolazione. Oggi gli effetti: negli Usa un'epidemia di malattie da radiazioni: mortalità infantile, cancri, leucemie, autismo, Parkinson, asma, ipotiroidismo in neonati, danni al sistema immunitario. L'esposizione a radiazioni ha causato, tra il 1945 e il 1996 negli USA, un milione di morti infantili. Fino al 1963 sono state 530 le esplosioni nucleari in atmosfera, molte nel deserto del Nevada. Un esempio degli effetti: delle 220 persone che nel 1954 hanno partecipato alle riprese del film "Il conquistatore" 47 sono morte di cancro e altre 44 ammalate di tumore: totale 91 su 220. Fra i morti, gli attori John Wayne, Susan Hayward. Il film fu girato nello Utah. Undici mesi prima, dopo alcune esplosioni atomiche "sperimentali" nel Nevada (a 300 Km di distanza), gli allevatori trovarono molte pecore morte, con ustioni da radiazioni beta, causate dalle esplosioni. Negli anni '70 e '80, nello Utah c'è stato un numero eccezionalmente alto di cancri e leucemie.

9. Industriali & politici amici temono la democrazia, anche energetica. Il nucleare, come il termoelettrico a carbone, gas e olio combustibile, è centralizzato, controllato dai vertici economici e politici, con enormi investimenti economici e politico-militari. Invece le energie rinnovabili (solare termico e fotovoltaico, mini-idroelettrico ed eolico, biomasse locali) sono distribuite, controllate da ogni comunità che produce l'energia di cui ha bisogno. Basterebbe coprire di pannelli solari fotovoltaici solo lo 0,4% delle superfici costruite o cementificate in Italia (che sono il 10% del territorio) per soddisfare l'intero fabbisogno nazionale di energia elettrica. I politici di vecchio stampo (anche se si dicono "federalisti") preferiscono un mondo in cui l'energia (come l'economia e l'informazione) è controllata dal potere centrale.

16 luglio 2008 - pubblicato sul notiziario e-mail 'MInime' del Centro di ricerca per la Pace

lunedì 13 ottobre 2008

Ritorno alla natura ?


Mi piace pensare che il futuro sia questo, un ritorno alla natura, una risoperta di un rapporto alienato nell'ultimo "secolo breve"

E allora perchè no?

domenica 12 ottobre 2008

Impatto Zero


interessante iniziativa:

Impatto Zero® quantifica l'impatto ambientale di attività, aziende, prodotti e persone calcolando le emissioni di anidride carbonica e gas a effetto serra e aiutando a ridurre e compensare le emissioni di CO2 con la creazione e tutela di nuove foreste in Italia e nel mondo. Si avvale di Università e Partner specializzati nel Life Cycle Assessment per il calcolo dell'impatto ambientale. Collabora con Parchi e Riserve per le attività di riforestazione e tutela dei terreni. Bios, ente riconosciuto dall'Unione Europea, certifica l'intera filiera di Impatto Zero®.


sabato 4 ottobre 2008

5 OTTOBRE 2008: andiamo a votare!


anche Beppe Grillo rilancia dal suo blog:

"Ora, con Vicenza, andiamo oltre. Si toglie al cittadino il diritto di parola dopo il diritto alla rappresentanza. Non può neppure dire un si o un no. Il tutto nel silenzio del Parlamento. Topo Gigio Veltroni, D’Alema e Fassino hanno lasciato solo Variati, del loro stesso partito, che ha deciso di tenere comunque il referendum domenica prossima davanti alle scuole. Il commissario di Governo Paolo Costa, nominato da Prodi ha detto, ineffabile: “Il referendum è una consultazione inutile. Gli americani verranno solo a riposarsi”. La Lega di “Padroni a casa nostra” ama i 90 ordigni nucleari americani di Ghedi Torre e di Aviano e vuole 1,100,1000 bombardieri a stelle e strisce in Padania. La vice presidente dei deputati della Lega, Manuela Dal Lago, ha dichiarato: “La consultazione è inutile avendo per oggetto un “auspicio irrealizzabile”. Galan, presidente della Regione occupata dagli americani, ha sottolineato: “Il Veneto del no è un Veneto minoritario, perdente e sfortunato”.
E’ da vedere caro Galan, è da vedere chi è minoritario e sfortunato.
Bush è in uscita e lo psiconano non dura per sempre."




Referendum del blog www.beppegrillo.it
sulla nuova base militare DAL MOLIN a Vicenza




È lei favorevole alla adozione da parte del Consiglio comunale di Vicenza, nella sua funzione di organo di indirizzo politico amministrativo, di una deliberazione per l'avvio del procedimento di acquisizione al patrimonio comunale, previa sdemanializzazione, dell'area aeroportuale "Dal Molin" - ove è prevista la realizzazione di una base militare statunitense - da destinare ad usi di interesse collettivo salvaguardando l'integrità ambientale del sito?





Chi vota SI non vuole la nuova base militare DAL MOLIN a Vicenza.
Chi vota NO vuole la nuova base militare DAL MOLIN a Vicenza.